Le Striare

L’associazione di promozione sociale “Le Striare” nasce nel 2016 allo scopo di tutelare l’ecosistema e la sua capacità di fornire beni e servizi essenziali, i così detti “servizi ecosistemici” (ovvero tutti quei beni e servizi resi gratuitamente dalla natura all’uomo come acqua, ossigeno, cibo, materiali grezzi, fertilità dei suoli, possibilità di svago e relax, e via dicendo). “Striare” (o macàre) è un termine dialettale salentino che significa “streghe”. Le “Striare”, dunque, è un’associazione di streghe e stregoni che esorta le persone ad utilizzare semplici ma efficaci poteri - come ad esempio il potere d’acquisto - per rispondere alle odierne sfide ambientali, economiche e sociali.

Occorre coinvolgere sempre più persone nel cambiamento di rotta verso un modello di sviluppo sano e proficuo sia per l’uomo che per l’ambiente. A tale scopo promuoviamo iniziative ed eventi, tra cui il più significativo è il “Capodanno delle Striare”, un macabro capodanno celebrato in occasione dell’overshoot day. In questo giorno la nostra impronta ecologica globale equivale alla biocapacità del pianeta di fornire le risorse necessarie a soddisfare i nostri consumi, segnando dunque la fine del budget di risorse ambientali disponibili per l'anno in corso e l’inizio di erosione del capitale naturale destinato a quello successivo.

Oltre agli eventi, diversi ambiziosi progetti bollono nel calderone delle “Striare” volti a perseguire uno specifico obiettivo: sostenere le realtà che apportano energia positiva sui territori, favorendo lo sviluppo di un sano tessuto economico e sociale basato sulla tutela dell’ambiente e dell’identità culturale dei luoghi. Per questo seguiamo con passione ed entusiasmo il processo di formazione della Rete per l’agricoltura naturale Salento Km0, apportando le nostre idee e competenze per favorire tale processo. Agiamo nella convinzione che la Rete Salento km0 sia un modello di sviluppo concreto e sensato, capace di generare benessere e prosperità anche nel lungo periodo e che, pertanto, sia la strada giusta da seguire.

Per sostenerlo, stiamo sviluppando un progetto che metta in relazione gli studenti universitari con gli operatori di eccellenza del territorio. Lo scopo è quello di creare interazione tra i giovani studenti e gli operatori della Rete, per favorire  in primis la conoscenza di tali realtà ed, in secondo luogo, per raccogliere dati e permettere un monitoraggio delle risorse territoriali. Il progetto è ambizioso e mira a coinvolgere studenti provenienti da diverse discipline. Il nostro must, infatti, è la multidisciplinarità in quanto nostra è una visione “ecosistemica”, volta ad analizzare a 360° le interconnessioni esistenti tra l’essere umano e l’ecosistema circostante. Il risultato finale a cui miriamo è l’aumento della consapevolezza sul valore delle risorse umane, ambientali e culturali di un territorio, senza le quali non ci sarebbe prosperità.

Per raggiungere tale scopo utilizziamo diversi strumenti che vanno dalla ricerca scientifica e dall’applicazione di metodi innovativi di monitoraggio a metodi più ludici quali la musicalità delle percussioni e la ricerca di contaminazioni teatrali. Gli stregoni attualmente aderenti all’associazione hanno passioni e competenze diverse: dalla biologia molecolare all’economia dell’ambiente, al fai-da-te, alle piante officinali, allo sport o al semplice interesse per la sana alimentazione, per se stessi ed i propri figli. Il nostro sguardo è rivolto al lungo periodo, anche perché crediamo che le generazioni future abbiano eguale diritto di accesso ad un livello qualitativo di risorse per lo meno pari a quello a cui hanno attinto le nostre generazioni. Pertanto, non crediamo a scelte di sviluppo sovra-strutturate, che modificano drasticamente gli ecosistemi senza tener conto dell’impatto complessivo che generano sul territorio. Crediamo piuttosto nei modelli di economia circolare, come quello della Rete Salento km0, nella convenienza delle energie rinnovabili rispetto all’utilizzo di fonti fossili, nella capacità degli ecosistemi sani di difendersi meglio dall’aggressione di parassiti, calamità e malattie infettive.

Il caso di Xylella fastidiosa ha aperto un enorme ferita nel territorio salentino, purtroppo di non facile rimarginazione. Ancora oggi, non ci sono soluzioni scientificamente riconosciute ed universalmente validate. Rincuorano però i risultati positivi avuti finora da alcuni progetti pilota, in particolare quello condotto da Roberto Polo, membro della Rete, che grazie all’utilizzo di microrganismi agisce all’origine del problema, andando ad arricchire la sostanza organica nel terreno e rinforzando le naturali difese immunitarie delle piante. Questa, assieme alle buone pratiche di gestione degli oliveti (potature regolari, fresatura dell’erba, lotta biologica dei parassiti) può riuscire a determinare un miglioramento nello stato dell’ecosistema, e dunque della salute delle piante. D’altronde, la legge che riconosciamo essere sempre valida è “mens sana in corpore sano” ed ambiente altrettanto sano.

Per cui la migliore formula magica, l’unica in grado di garantire realmente il nostro benessere, è quella di avere cura della nostra unica grande casa, unendosi alle realtà che lottano ogni giorno per preservarne l’integrità e la bellezza.