IL CAPODANNO DELLE STRIARE - Overshoot day 1-2 agosto 2017

L’overshoot day è un punto e a capo.

Una fine ed un nuovo inizio.

È il nostro macabro capodanno.

È il giorno in cui esauriamo le risorse messe a disposizione gratuitamente dal nostro pianeta che, in cambio, ci chiede solo di averne cura.

È la data in cui il nostro spasmodico consumismo si divora anche il piatto e, non contento, continua a polverizzare le provviste in dispensa.

È l’evento in cui noi Striare vogliamo riaccendere un fuoco in ognuno di voi, con un cucchiaio d’amara consapevolezza, ma con un retrogusto di speranza dolce come il miele. Questo giorno segna la fine del budget di risorse ambientali disponibili per il 2017 e l’inizio di erosione del capitale naturale destinato al 2018.

L'impronta ecologica

L’overshoot day è frutto del calcolo dell’impronta ecologica, un indicatore riconosciuto a livello internazionale elaborato dal Global Footprint Network. L’unità di misura di questo indicatore è l’ettaro di terra consumato a livello globale o dal singolo abitante. In poche parole, l’impronta ecologica funziona così: ognuno di noi si serve direttamente o indirettamente di un tot di terra in grado di generare quelle materie prime necessarie a soddisfare i propri bisogni (mangiare, vestirsi, muoversi coi mezzi, costruirsi una casa, connettersi ad internet, ecc...). Nel calcolo, infatti, non vengono conteggiati solo i consumi diretti (come ad esempio il cibo), ma anche gli apporti di materie prime necessari a produrre il bene (l’acqua per l’irrigazione, la benzina del trattore, il trasporto della merce nei punti di vendita, e via dicendo).

L’impronta ecologica, dunque, è lo specchio dell’impatto che generiamo con il nostro stile di vita, che si riflette in un numero di ettari di terra e d’acqua produttivi necessari a far fronte alle nostre richieste di beni e servizi. La somma delle nostre impronte ci restituisce l’impatto del genere umano sul pianeta. Secondo i calcoli del Network, oggi avremmo bisogno di 1,7 pianeti Terra per soddisfare la nostra domanda globale di beni e servizi.

La biocapacità dei principali Paesi

Nel corso degli ultimi vent’anni il Global Footprint Network ha raccolto ed elaborato dati sui budget di risorse ambientali disponibili per più di 150 paesi, confrontandoli con i rispettivi livelli di consumo e mappando il gap tra domanda e consumo di risorse dal 1961 al 2013. 
Ovviamente, esistono importanti differenze tra Paesi, come si evince dalla mappa sottostante. C’è chi è ancora in “verde” e gode di un buon margine di biocapacità, ovvero di capacità di rigenerare le risorse consumate, e chi invece è in “rosso”e consuma più di quello che ha.

Ad oggi, la situazione dell’impronta ecologica globale è questa:

Il 1970 segna il punto della “svolta”: da lì in avanti abbiamo continuato a consumare sempre più risorse, andando al di sopra della biocapacità del pianeta. 
Il trend del deficit ecologico è in costante aumento. Anche le regioni con una riserva ecologica ancora prevalente, concentrate soprattutto nel sud del mondo, mostrano purtroppo trend di erosione in crescita.


Questa è la situazione italiana:

Ebbene si, siamo nettamente in deficit. Inoltre, se tutti avessero il nostro stile di vita, non ci basterebbero 2 pianeti e mezzo per sopravvivere! Unica nota positiva: negli ultimi anni stiamo facendo progressi...ma siamo ancora ben lontani dal pareggio. Di certo, non siamo gli unici. La Cina vince il primo premio come paese consumatore di ettari globali seguita dagli U.S.A che, invece, si aggiudicano il podio per il consumo pro capite di terra: 8,6 ettari globali consumati in media a persona contro i circa 1,72 ettari globali disponibili a testa (senza dimenticare che quest’area servirebbe anche alle specie selvatiche con cui condividiamo il pianeta). Noi ne consumiamo “solo” 4, mentre la media mondiale  si attesta a quasi 3 ettari globali a testa.

Dati i nostri livelli di consumo, in costante crescita e sempre più al di sopra della capacità del pianeta di sostenerli, non c’è da stupirsi se, man mano che si va avanti negli anni, l’overshoot day continua ad anticipare il suo anniversario, a significare che stiamo erodendo il nostro unico pianeta sempre più velocemente. 
Nel 1990 è occorso il 7 dicembre, nel 2000 l’1 novembre, nel 2010 il 21 agosto, l’anno scorso è stato l’8 agosto e quest’anno cadrà il 2 agosto. 
Altri 6 giorni erosi... 


A noi Striare quest’andazzo non piace. Per niente! 
E dunque, anche quest’anno lanceremo un segnale. Forte e chiaro. 
Assieme a noi, l’associazione Salento Sostenibile e tutta la Rete per l’agricoltura naturale Salento km0, l’avanguardia teatrale Zeromeccanico Teatro , gli avventurieri della Scatola di Latta, i portavoce di Terra Nuova e gli impavidi ragazzi de El Barrio Verde. 
L’iniziativa è supportata dal Comune di Alezio e da tante realtà artistiche che si alterneranno nei due giorni di festa. Verranno organizzate infatti due giornate all’insegna del cibo locale, della convivialità e di letture e spettacoli a tema.

Il programma nel dettaglio:

1 AGOSTO – EL BARRIO VERDE (inizio ore 20)

  • Free Reading (a cura di La Scatola di Latta)
  • Esposizioni artistiche/fotografiche
  • Aperi-cenone di fine anno a base di prodotti della Rete e presentazione della “Guida Salento km0 - Coltivatori di Cambiamento”
  • Spettacolo teatrale TIME OUT a cura di Zeromeccanico teatro
  • Incursioni  percussive a cura di Le Striare

2 AGOSTO – AGRITURISMO SARRUNI (inizio ore 13)

  • Pranzo conviviale di capodanno (modalità “porte aperte per chi porta”)
  • Dialoghi aperti su nutrizione, agricoltura ed ecosistemi rurali con:
    • Elena Tioli autrice del libro “Vivere senza supermercato”;
    • Gabriele Bindi giornalista, collaboratore di Terra Nuova Edizioni ed autore del libro “Grani Antichi una rivoluzione dal campo alla tavola, per la salute, l’ambiente e una nuova agricoltura”; 
    • Dott. Vincenzo Longo - responsabile IBBA, CNR di Pisa, esperto di nutraceutica;
    • Presentazione del progetto “Sano e Sarvu” a sostegno degli ulivi del Salento a cura di Roberto Polo, Ass. Salento Sostenibile;
  • Concerto dei “Cranchi”, band attiva dal 2010, con l’ultimo lavoro “Spiegazioni improbabili”.